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lunedì 9 maggio 2016

L'albero dei libri

Nel settembre 2015, a seguito della risistemazione di alcuni alberi nella piazza principale di Sasso Marconi, l'Amministrazione comunale ha deciso di non espiantarli tutti, ma uno lo ha riusato per alloggiare uno scaffale per il bookcrossing. Questa pratica riguarda la scambio gratuito di libri, che solitamente avviene in forma anonima: le pubblicazioni si lasciano in qualche punto più o meno condiviso affinchè altri lettori possano prendere in prestito il libro e, una volta letto, lasciarlo ad altri.
Raffaella, responsabile della biblioteca di Sasso Marconi, ha proposito di realizzare una bacheca per la raccolta e lo scambio di libri dentro il tronco d'un albero destinato ad essere abbattuto. Sono così state realizzare due nicchie: in una è ospitata una statua della Madonna, nell'altra sono raccolti i libri. 
Nonostante l'interessante e innovativa idea non v'è stata un'adeguata pubblicizzazione a questa bella iniziativa che, nel suo piccolo, stimola la lettura e invoglia alla condivisione. 
Speriamo che con l'arrivo della bella stagione, che porta più cittadini a vivere il centro e la piazza di Sasso Marconi, sia fatto qualcosa, ad esempio una targa, che aiuti a comprendere cosa ci sta a fare, e cosa serva, quell'albero con dentro dei libri.

giovedì 25 febbraio 2016

La qualità dei servizi la fanno le persone: il caso della biblioteca di Sasso Marconi

La differenza nel mondo del lavoro non è data solo dall'organizzazione e dalle tecnologie - anche se queste rivestono un ruolo sempre più significativo e importante - ma dalle persone, soprattutto in ambito di servizi pubblici e alla persona.
Un caso paradigmatico, a mio parere, è quello di Mara ex responsabile della biblioteca di Sasso Marconi.
Mara è stata una delle prime persone che ho conosciuto quando sono venuto a vivere a Sasso. All'inizio, come ho scritto nei primi post su questo blog, avevo pochi punti di riferimento, per cui ho cercato di crearmene partendo dal mio vissuto: la passione per il cibo e quella per la lettura. Vi sarebbe poi una terza passione ma non è il caso di enunciarla qui.
Il sabato mattina, non conoscendo ancora nessuno a Sasso Marconi, mi recavo da solo in biblioteca a leggere quotidiani, riviste, connettermi alla rete wi-fi locale e prendere visione di qualche libro nuovo che era stato acquistato dalla biblioteca.
Ho così avuto modo d'interloquire con le bibliotecarie: Mara e Raffaella. La prima, fino poche settimane fa quando è andata in pensione, era la responsabile della struttura.
Mara ha rappresentato in modo fedele l'archetipo della brava bibliotecaria: passione per il proprio lavoro, pacatezza, disponibilità, attenzione verso il pubblico e - soprattutto - verso gli utenti più piccini. Quest'ultimo aspetto l'ho scoperto in seguito quando, appena i figli sono cresciuti un pò, ho iniziato a portarli in biblioteca. Ed è stato in questo momento che ho avuto modo d'apprezzare ancora di più l'operato di Mara e, più in generale, il lavoro svolto dalle bibliotecarie di Sasso Marconi.

In un contesto così piccolo, soprattutto in un difficile momento storico come quello attuale, non è facile riuscire a garantire servizi pubblici di qualità. Ed è qui che, a mio parere, entrano in gioco le competenze personali e la passione per il proprio lavoro. E' in questo frangente che si possono apprezzare appieno i servizi al cittadino - gratuiti tra l'altro - e le persone che si impegnano a farli funzionare. Al contrario, è da qui che può partire il declino del servizi pubblici: la macchina comunale, soprattutto in realtà locali minori, è in grado di funzionare solo se c'è fidelizzazione e serietà da parte di tutti, o per lo meno della stragrande maggioranza di impiegati, funzionari e dirigenti. La politica ha sempre meno capacità d'incidere, anche a causa di amministratori non sempre adeguati: in alcuni casi  - non mi riferisco a Sasso Marconi  - è la burocrazia comunale che influenza in modo preponderante le scelte politico-amministrative, creando un cortocircuito che può portare a scelte errate o, peggio, a opacità nella gestione della cosa pubblica. Pensiamo, ad esempio, cos'è accaduto in alcuni comuni emiliani vittime del sistema del 2012 oppure a Roma. 


Per concludere, voglio ringraziare Mara per ciò che ha fatto, sia nei confronti del cittadino Lodi e dei suoi figli, sia nei riguardi della popolazione locale dato che, come si evince recandosi in biblioteca, è soprattutto grazie a lei che esiste e funziona bene la biblioteca di Sasso Marconi.

lunedì 11 gennaio 2016

Sasso Marconi è/e il cibo

I primi mesi a Sasso Marconi sono stati durissimi: la nascita del primo figlio, il trasferimento in un posto a me sconosciuto, l’inverno, il pendolarismo lavorativo. Tutto questo non ha certo aiutato la mia integrazione. L’unico conforto, oltre alla famiglia, proveniva dai tortellini che mi venivano gentilmente forniti dalla bisnonna (quasi novantenne) dei miei figli che abita sul nostro pianerottolo.
Per fortuna, con la primavera e la fine delle coliche gassose del primogenito, ho avuto l’opportunità di guardarmi intorno e ho trovato un’attività che mi consentisse d’uscire di casa, socializzare e soddisfare la mia propensione al buon cibo. Tramite Facebook scoprii che presso la sede del PD di Sasso Marconi organizzavano un corso, promosso da quella che in seguito diverrà la referente regionale di Slow Food, con quattro vere sfogline locali che insegnavano a preparare tagliatelle e tortellini: tirare la sfoglia col mattarello, preparare il ripieno, chiudere i quadretti di pasta, conservarli nel modo più adeguato.
Ho così iniziato a scoprire Sasso Marconi e farmi un'opinione su questa cittadina, dove quasi tutto si muove sottotraccia e in cui, dietro la (apparente) calma serafica tipica dei bolognesi, si cela un brulicante mondo fatto di sport, civismo e cultura del cibo declinata nei modi più variegati.
Ho quindi compreso, ben prima dei giornali anglosassoni e dei reality sulla cucina, che a Bologna e provincia il vero dio è il tortellino e la patrona di Sasso Marconi è la crescentina. La santa viene onorata almeno una domenica al mese sulla piazza del mercato (guarda caso di fronte casa mia), dove viene eseguita la liturgia della preparazione e della frittura a cura dell’associazione Antico mondo contadino: i volontari – umarells e zdaure locali – vendono crescentine farcite o vuote per finanziare attività rivolte alla comunità, come ad esempio l’acquisto di pulmini per la Pubblica Assistenza o altre associazioni del territorio.
Il cibo a Sasso lo si può trovare un po’ ovunque, ma spesso va cercato poiché non v’è enfasi di palesarsi, per cui bisogna indagare e chiedere, dato che difficilmente i locals ti raccontano le cose di loro spontanea volontà. Quindi, novello Diogene, ho provato, cercato e sovente trovato persone e luoghi che mi hanno permesso d’apprezzare la vera cucina bolognese (nel capoluogo di provincia se le sognano le pietanze che si trovano in provincia).
Ovviamente a Sasso Marconi ci sono anche eventi legali al cibo: la Tartufesta (tra fine ottobre ed inizio novembre) e la Fira di sdaz sono i due momenti clou, ma ogni occasione è buona per mangiare. Questo l’hanno ben compreso alla parrocchia di Pontecchio Marconi, dove tutti i venerdì organizzano tornei di carte e nel mentre alcune volontarie preparano crescenta, crescentine, pizza e pesce fritto. Un modo laico ma efficace per coinvolgere i parrocchiani.
Ma a Sasso Marconi non si mangia solo bolognese (sebbene siano numerosi ristoranti e agriturismi) e proprio sulla Porrettana, strada che parte da Ferrara e arriva a Porretta terme, si trova il “Marconi” gestito dai fratelli Mazzuchelli che, a detta di tutte le guide specializzate, è il migliore ristorante della provincia felsinea, rinomato per la sua nouvelle cousine.

Ovviamente il primo nemico dei sassesi è il colesterolo, che viene combattuto con un’intensa attività fisica. Ma quest’ultima sarà oggetto di un post futuro. 


Foto: le crescentine dell'immagine che correda questo post sono state scattate presso la casa di due zdaure di Batedizzo, frazione di Sasso Marconi.

venerdì 8 gennaio 2016

Cosa ci faccio qui



Uomo di pianura, anzi come si dice qui 'della bassa', ho scelto di  vivere in collina per amore e perchè Sasso Marconi offre molto alle famiglie con bambini. E di figli ne ho due. Maschi. E una moglie sassese doc, tornata al paesello natio dopo oltre 10 anni di trasferta nel capoluogo di provincia. Ci tengo a specificarlo perchè c'è differenza tra bolognesi di città e di provincia. E qui sta il bello (a volte il brutto) che permette di scoprire poco alla volta modi, luoghi, riti e miti, di una comunità gelosa custode delle sue tradizioni e del proprio benessere. Una comunità che tollera il diverso ma al contempo ne diffida, soprattutto quando questi viene da Ferrara e nel ripieno della pasta mette la zucca anzichè la mortadella.